Progetti di Revisione dell'Assetto Ordinamentale dei Ruoli Tecnici e Riorganizzazione delle articolazioni centrali del Dipartimento della P.S.

Si è svolto, il giorno 3 agosto u.s. il preannunciato confronto con l’Amministrazione – rappresentata dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie Prefetto Izzo, coadiuvato da una delegazione così composta: Direttore Centrale delle Risorse Umane Prefetto Fiorolli, Direttore Servizio Tecnici Dir. Superiore Ianniccari, Direttore Relazioni Sindacali V. Prefetto De Rosa, altri dirigenti ministeriali e, per il sindacato oltre al S.I.A.P. - Anfp erano presenti il Silp Cgil, Coisp e Uil Polizia.

Oggetto dell’incontro l’illustrazione e un primo confronto concernente, i progetti di ripasso dell’assetto ordinamentale dei ruoli tecnici e del personale che svolge attività tecnico – scientifica o tecnica, e dello schema di decreto interministeriale recante le disposizioni organizzative per il riassetto ordinamentale delle Direzioni Centrali e degli Uffici equiparati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Abbiamo registrato l’assenza di alcune sigle sindacali che, a nostro avviso, hanno ormai da qualche tempo intrapreso, una strada confusa e contraddittoria, non riuscendo più ad interpretare sul piano politico sindacale, le legittime richieste dei colleghi, i quali, hanno delegato il proprio mandato di rappresentanza al sindacato. Dette organizzazioni sindacali continuano a confondere il confronto del livello politico con il Governo con quello di Amministrazione, limitando così i risultati del movimento sindacale in favore dei poliziotti, indebolendo di fatto le rivendicazioni per i diritti economici e sindacali. Diversamente il S.I.A.P. è sempre più convinto che in alcuni momenti e per particolari materie, solo il confronto e il dibattito costruttivo possano portare a risultati concreti e apprezzabili per tutta la categoria come nel caso di specie. Ciò premesso, l’Amministrazione ha illustrato come l’applicazione concreta – nel corso degli anni – dei principi e delle norme concernenti i ruoli tecnici, abbiano evidenziato talune criticità, in alcuni casi vere e proprie patologie. L’organizzazione del personale tecnico è stata realizzata inserendo le varie professionalità in una struttura gerarchicamente ordinata e articolata in ruoli e qualifiche, che a oggi soffrono l’obsolescenza di molti dei vecchi profili professionali alcuni dei quali hanno oggettivamente mostrato, un progressivo distacco delle mansioni loro affidate rispetto a quelle concretamente richieste oggi, per il perseguimento degli obiettivi istituzionali nei diversi ambiti professionali.
Non è inoltre da sottovalutare la criticità legata a una pianta organica vecchia e superata che, di fatto, ha compromesso nel corso del tempo la gestione dei ruoli tecnici sotto vari aspetti, due su tutti: ha svolto un ruolo frenante nell’indizione di nuovi concorsi pubblici, ed ha influito e influisce negativamente sulla mobilità generale e locale del personale in seno alle diverse tipologie di impiego richieste dagli uffici. Il Dipartimento in assoluta trasparenza, ha consegnato al sindacato un supporto informatico nel quale è sviluppato e illustrato punto per punto il progetto di revisione dell’assetto ordinamentale del ruolo tecnico – leggibile sul nostro sito www.siap-polizia.org nella sezione Coordinamento nazionale Ruoli Tecnici.
Il S.I.A.P. ha colto l’occasione per affermare la necessità inderogabile, di salvaguardare i diritti acquisiti e la progressione di carriera di tutto il personale dei ruoli tecnici, ivi compresi i posti di funzione dei Dirigenti Tecnici ( su cui abbiamo ottenuto ampie garanzie), ha apprezzato e condiviso l’idea dell’istituzione del ruolo tecnico amministrativo che avrà il compito della gestione e non sarà operativo. Lo stesso infatti è dal nostro punto di vista necessario, in quanto sarà riservato al transito di coloro i quali hanno perduto l’abilitazione alle funzioni di polizia, oltre che indispensabile per l’ingresso di alcune figure di aspiranti, come ad esempio figli e parenti di primo grado delle nostre vittime del dovere. Tale ruolo per le finalità che avrà, consentirà all’amministrazione di prescindere dalla richiesta imposta dalla legge rispetto alle caratteristiche necessarie per l’idoneità richiesta ai ruoli ordinari e tecnici della Polizia di Stato. Infatti, è noto a tutti, che in passato, alcuni figli eo fratelli e sorelle di colleghi vittime del dovere, non sono stati assunti per mancanza di requisiti fisici, nonostante la tutela normativa imposta dalla legge.
Nel frattempo, la prospettata riorganizzazione delle articolazioni centrali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, è apparsa al S.I.A.P. dopo una prima valutazione, inevitabile, alla luce delle mutate esigenze del personale e soprattutto del Paese, a fronte della sempre maggiore richiesta di sicurezza, l’intero assetto organizzativo dunque, non solo va normato sul piano ordinamentale rispetto alle novità legislative introdotte e in itinere, ma anche per poter rispondere in maniera adeguata sul piano dell’organizzazione generale, alle esigenze di una macchina amministrativa molto complessa come quella del Dipartimento della P.S. - Da segnalare, nella bozza di decreto interministeriale in esame, la condivisa introduzione, dal S.I.A.P. più volte sollecitato, dell’istituzione del servizio aereo della Polizia di Stato, inserito con pari dignità tra le articolazioni dei servizi della Direzione centrale per la polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato, attraverso la costituzione di un autonomo servizio, il settore sarà dunque estrapolato dal servizio reparti speciali. Il S.I.A.P. inoltre, si è riservato valutazioni più approfondite in merito, dopo un’ analisi più dettagliata della bozza di schema di decreto, considerata la vastità delle materie e la complessità degli argomenti. Nel corso dell’incontro inoltre, abbiamo richiesto e rivendicato il necessario inserimento dell’Ufficio Relazioni Sindacali, nell’ambito organizzativo della nuova articolazione della Segreteria del Capo della Polizia, riteniamo che questo sia dovuto al Sindacato, per un riconoscimento oggettivo e tangibile del suo ruolo nella Polizia di Stato e nel Dipartimento della P.S. a trenta anni dalla sua istituzione e nascita. Se è vero, com’è vero che tutti condividiamo l’idea che solo il nostro Dipartimento sul piano politico e organizzativo è la casa comune della sicurezza del Paese e delle sue Istituzioni. Ciò detto, alla luce del fatto che, il Sindacato dei Poliziotti da qualche tempo si è conquistato sul campo il proprio ruolo, non più riferibile alla sola tutela dei diritti dei poliziotti, oggi infatti è riconosciuto dai cittadini, dalle Istituzioni, dalla politica e dai media, come uno dei soggetti pubblici nazionali, opinion leader in materia di Sicurezza e Ordine Pubblico. Va considerato tra l’altro, il profilo istituzionale delle proposte che alcune sigle in particolare rivendicano a livello politico, parlamentare e contrattuale. Il S.I.A.P. ha molto apprezzato, la chiara lucida e composta esposizione del V. Capo Prefetto Nicola Izzo, il quale nell’occasione, a mostrato una spiccata sensibilità culturale verso le richieste del mondo sindacale, nonostante il delicato profilo istituzionale degli argomenti trattati, offrendo una apertura concreta e democratica al confronto, per gli eventuali e logici correttivi dell’impianto generale dello schema di decreto che, possono arrivare come contributo costruttivo dal mondo del Sindacato.
In attesa di un prossimo incontro che si terrà nel mese di settembre, la bozza provvisoria di decreto in argomento può essere consultato sempre dal nostro sito nella sezione Approfondimenti.

Roma, 5 agosto 2011
 


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Pubblicato sabato 06 agosto 2011 alle ore 15:38.
Ultima modifica mercoledì 05 settembre 2012 alle ore 00:39.
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