ARRIVANO I RINFOZI ! ERA UNO SCHERZO !

In seguito alla lettera datata 23 marzo 2012 dal titolo “Lacrime di una notte”, nella quale a seguito di una missiva pervenuta a questa O.S. redatta da colleghi della Squadra Volante della Questura di Bari, si evince lo stato di disagio, malessere e rassegnazione quotidiana. Letta con attenzione, abbiamo percepito tutta l’amarezza e la frustrazione dei ragazzi che da anni incontriamo ogni giorno, con cui ogni giorno lavoriamo, che ripetono le stesse parole, con lo stesso scoramento, la stessa rabbia, in alcuni casi (quelli più tristi) la stessa rassegnazione. Con 116 chilometri quadrati, oltre 318 mila abitanti, capoluogo della provincia e della regione Puglia, Bari, la città più grande ed economicamente più importante del Mar Adriatico, ha solo un pugno di uomini in servizio continuativo per tutte le ore del giorno e della notte su 365 giorni all'anno, per prevenire e reprimere i reati in genere. Un numero sproporzionatamente e palesemente inadeguato a dare sicurezza e copertura territoriale a uno dei capoluoghi italiani caratterizzati dal maggior incremento dei crimini di micro e macro criminalità. (...)

In seguito alla lettera datata 23 marzo 2012 dal titolo “Lacrime di una notte”, nella quale a seguito di una missiva pervenuta a questa O.S. redatta da colleghi della Squadra Volante della Questura di Bari, si evince lo stato di disagio, malessere e rassegnazione quotidiana. Letta con attenzione, abbiamo percepito tutta l’amarezza e la frustrazione dei ragazzi che da anni incontriamo ogni giorno, con cui ogni giorno lavoriamo, che ripetono le stesse parole, con lo stesso scoramento, la stessa rabbia, in alcuni casi (quelli più tristi) la stessa rassegnazione.
Con 116 chilometri quadrati, oltre 318 mila abitanti, capoluogo della provincia e della regione Puglia, Bari, la città più grande ed economicamente più importante del Mar Adriatico, ha solo un pugno di uomini in servizio continuativo per tutte le ore del giorno e della notte su 365 giorni all'anno, per prevenire e reprimere i reati in genere. Un numero sproporzionatamente e palesemente inadeguato a dare sicurezza e copertura territoriale a uno dei capoluoghi italiani caratterizzati dal maggior incremento dei crimini di micro e macro criminalità.
A questo dato, che è già di per sè estremamente allarmante, si aggiunge la vertiginosa diminuzione degli agenti operanti nelle Squdre Volanti a seguito di pensionamenti e di continue diminuzioni nell'organico, raggiungendo il minimo storico di operatori in servizio dell’ultimo ventennio, proprio nel momento di maggiore crisi economica della Nazione, che rappresenta, di per sè, un notevole humus per l'aumento di azioni delinquenziali.
Solidarietà a quei colleghi che si accordano tra loro per acquistare pile o scarpe uguali (l’uniformità prima di tutto) che indossano per lavorare, visto che al VECA non c’è la taglia ed anche se c’è, spesso quei capi, quel materiale è più adatto ad una scrivania che alla strada.
Solidarietà a quei colleghi che ogni giorno si cambiano in una specie di spogliatoio dove non ci sono nemmeno le sedie per cambiarsi, dove un armadietto viene diviso fra due persone. In quello spogliatoio dove si conta solo fino a 80, perché “ottantuno/duemilanove” è una bestemmia.
Solidarietà a quei colleghi che si precipitano al C.I.E., che scortano i tifosi o gli arbitri, pur sapendo che per loro non ci sarà l’indennità di Ordine Pubblico, che perquisiscono per conto di uno o accompagnano per disposizione di un altro pur senza sentirsi per questo le cenerentole degli altri Uffici.
Solidarietà a quei colleghi che corrono come dannati per arrivare in tempo su un intervento, che vivono il malessere di dover lavorare in funzione della “statistica”, che sono soddisfatti se arrestano uno scippatore ma anche se aiutano un anziano in difficoltà.
Solidarietà a tutti gli uomini e le donne delle Volanti, nessuno escluso, in tutti quelli che si lamentano e che stanno zitti, perché ognuno di loro grida, si arrabbia e si indigna, parla o tace, protesta o subisce, ma quando c’è da lavorare lavora e corre e rischia e non si risparmia.
Solidarietà a quei ragazzi che con noi hanno pianto per i nostri morti, perché sono nostri, che si sono chiesti se ne valesse la pena e poche ore dopo, asciugate le lacrime, quasi si ammazzavano, di nuovo per strada, per “arrivare in tempo sul posto”.
Crediamo nel SINDACATO ed in tutto ciò che rappresenta, crediamo nella possibilità del superamento della logica delle sigle nell’interesse della base e nella fattibilità di una battaglia univoca ed uniforme, crediamo che qualcosa si possa fare, perché qualcosa si può sempre fare.
Perché crediamo alla rabbia di quei colleghi che non credono più alle promesse dei precedenti governi, con la G minuscola, di qualsiasi colore essi siano, che hanno preso in giro tutti noi con promesse che non potevano mantenere.
Perché conosciamo fin troppo bene la sfiducia di quei ragazzi nei confronti dell’Amministrazione, pur continuando intimamente a sentire di farne parte, è vero, ma come se fossero il figlio della serva.
Perché non crediamo più nell’utilità degli sforzi dei Dirigenti, che chiedono 100 per ottenere 10 e devono accontentarsi forse di 1, e dire anche grazie, poveri loro se non lo fanno.
Ma soprattutto perché non crediamo, non abbiamo mai creduto ne mai lo crederemo, che i poliziotti delle Volanti siano poliziotti con competenza generica.
All’ UPGSP ci sono Operatori del Controllo del Territorio e crediamo nella specificità di quello che quel personale fa quotidianamente, nella professionalità specifica necessaria per ciò che ogni giorno gli viene chiesto di fare e nella specialità degli incarichi che svolgono.
Specificità, specifica e specialità….non è un errore o una ripetizione pleonastica di assonanze, le abbiamo scritte e ripetute apposta quelle tre parole nello stesso periodo, ponderate, pensate e volute. Di più! Pensiamo che gli Operatori del controllo del territorio si meritino quelle parole e tutto ciò che comportano.
Ogni giorno fanno il loro dovere, danno conto e prova della loro professionalità, sono poco meno di 90 poliziotti qui a Bari, hanno consapevolezza e professionalità, danno impegno e dedizione, le stesse di sempre. Se così non fosse cambierebbero Ufficio. Se non fosse così TUTTI cambierebbero Ufficio.
Questo è il pericolo, grande ed incombente, questo deve essere il rischio da scongiurare. Non si può andare oltre, l’allarme di quella lettera, ma anche di questo comunicato, è chiaro ed inequivocabile.
Perdere queste professionalità sarebbe un danno incalcolabile. Valorizzarle e darle riconoscimento e dignità che meritano resta forse l’unica soluzione.
Il Sindacato SIAP - Segreteria Regionale Puglia - ha piu' volte denunciato in riunioni pubbliche e tavoli tecnici l'annosa situazione della carenza organica affinché i dati disastrosi relativi al rapporto Forze dell'Ordine – Sicurezza Pubblica abbiano un'eco sempre maggiore presso i principali mezzi di informazione locale e nazionale.

Il Segretario Generale Regionale
Francesco TIANI


Pubblicato sabato 20 aprile 2013 alle ore 11:26.
Ultima modifica mercoledì 22 maggio 2013 alle ore 11:53.
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